SAN PIETRO CELESTINO V

LA PERDONANZA A L'AQUILA

SPIRITUALITA' CELESTINA

Sr. Maria Filomena Di Stefano

Maria Filomena Di Stefano, al secolo Angela, nacque a Barete (L'Aquila) il 9 Marzo 1909, in una famiglia di contadini benestanti.
Aveva due sorelle e un fratello.
Trascorse la fanciullezza nella serenità della sua famiglia.
Una vita serena dedita alla preghiera e al rispetto degli altri.
Giocava poco ma andava spesso in Chiesa alle riunioni della Azione Cattolica dove subito volle collaborare attivamente.
Fin da ragazza le fu guida spirituale Mons. Vincenzo Giannangeli, parroco nel suo paese.


All'età di 24 anni il 27 Novembre 1933 chiese ed ottenne di entrare nel Monastero di San Basilio de L'Aquila.
Prese il distintivo di probanda l' 8 Dicembre 1933 dalle mani dell'Arcivescovo Gaudenzio Manuelli che si prese a dirigere e confessare anche settimanalmente e facendole anche conferenze settimanali.
Vestì l'abito religioso il 10 Febbraio 1935 e prese il nome di Donna Maria Filomena della SS. Trinità.
Restò postulante e novizia per 4 anni.
La salute cagionevole e i frequenti malanni le prolungarono l'anno di noviziato a due anni e più al termine dei quali emise la professione semplice il 17 Ottobre 1937.
Dopo i tre anni di voti semplici fece la professione solenne il 17 Ottobre 1940.


Quando lei entrava in monastero, le monache erano da poco ritornate in una parte soltanto e non la migliore del loro vecchio monastero, dal quale erano state malamente cacciate via nel 1915 per farposto ai militari, e per una quindicina d'anni avevano dimorato in piccole baracche di legno a S. Bernardino.
Era necessario rimettere in efficienza il monastero, ma tanto più necessario era ristabilire la regolare vita monastica nella comunità.
Maria Filomena aveva sentito prepotente la voce di Dio, che la voleva monaca a S. Basilio e ne seguì fedelmente il richiamo per l'opera di rinascita.
Il Signore le affidava un compito, a cui Lei non si sottrasse.


Per capire in profondità lo stato d'animo di questa anima, leggiamo quanto lei stessa ha scritto in un'agendina del 1975 al 10 Febbraio:

 

S. Scolastica, anniversario della mia vestizione:
“Sii benedetto in eterno mio Gesù, senza alcun mio merito mi hai fatta tua per sempre.
Grazie per quanto hai fatto per me e fammi santa.”

 

Nel monastero si formò con grande forza di volontà e con tenace costanza una certa cultura personale, per cui riusciva ad esprimersi con correttezza ed efficacia, a scrivere facilmente e spesso.
Si era resa discretamente padrona della tastiera della harmonium per accompagnare il canto delle consorelle in coro.
Il Signore aveva riversato in Lei, nel suo cuore e nella sua mente, doni particolari, anche se non possiamo definirli speciali.
Autodidatta nelle conoscenze letterarie, nella vita interiore si lasciò guidare da Dio stesso.

 

La carica spirituale del suo spirito, Lei fu prodiga a comunicarla ad altre anime e soprattutto alle consorelle più giovani, che lei formò alla vita claustrale come Maestra delle novizie.

Donna volitiva e dinamica, ciò che la distinse e l'impose alla stima delle consorelle fu l'amore alla preghiera, alla mortificazione e al raccoglimento.
Fu Badessa del Monastero di San Basilio dal 1957.
Allora intraprese in nome di Dio, con coraggio e fermezza, l'opera di rinnovamento e di aggiornamento della vita monastica.
Procurò alla comunità un lavoro che occupasse tutte e che fosse utile, organizzando un pensionato per ragazze studenti in città.
Di questo Istituto lei fu sempre fin dal principio la Direttrice.

 

Lavorò intensamente per stabilire la regolarità dell'osservanza, per l'aggiornamento delle Dichiarazioni alla Santa Regola.
Nel 1966 fu incaricata dalla Sacra Congregazione dei Religiosi di assumere il governo della comunità celestina di San Ruggiero di Barletta, in cui restò fino alla morte, confermata successivamente dalla stessa comunità che non volle perderla mai.


Ma l'opera che la occupò maggiormente, e che lei intuì profondamente per molto tempo nel suo animo, fu la federazione dei monasteri celestini superstiti.

Di questi quello di S. Ruggiero a Barletta fu una vera scoperta.

Gli altri due: Castellana Grotte fu sua fondazione coraggiosa; quella di Castel Ritaldi, (PG) una aggregazione.
Con quattro monasteri fu quindi possibile erigere la federazione delle Monache Benedettine Celestine, che incontrò il favore della S. Congregazione dei Religiosi.
Lei fu eletta allora prima Presidente della nuova federazione monastica.
Seguì con immenso impegno le sorti della federazione monastica celestina.
Si prodigò generosamente per essa.


Formò le sue figlie allo spirito celestiniano con i suoi insegnamenti semplici ma profondi.


La morte, anche se si presentò inaspettatamente, non la sorprese affatto.
Era preparata e spesso si esprimeva nel senso di una partenza vicina.
Aveva insegnato come vivere la vita monastica.
Volle pur fare vedere come deve morire una monaca: nella pace del Signore.